Marginalia

Intorno al libro

Restif de la Bretonne, “Les Nuits de Paris” (1793)

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restif de la bretonne Restif de La Bretonne, pseudonimo di Nicolas-Edme Retif, visse nella Parigi della Rivoluzione Francese. Dopo i primi studi religiosi, la sua indole da ribelle e donnaiolo portò i suoi genitori a indirizzarlo verso un altro tipo di carriera: divenne così operaio tipografo presso uno stampatore. Scrisse soprattutto della sua città, di Parigi, dei suoi abitanti, dei loro vizi, di tutto ciò che poteva osservare nelle strade della Parigi rivoluzionaria.

Fra le sue varie opere,  Les Nuits de Paris (1793) è una delle più interessanti: primo (forse) esempio di libro scritto e stampato in diretta, velocemente, di notte, su qualsiasi supporto a portata di mano, per riuscire a correre dietro alla Storia. Ecco quel che Jean-Claude Carrière ci racconta a tal proposito nel libro-dialogo con Umberto Eco Non sperate di liberarvi dei libri (Bompiani, 2009):

Do un esempio del modo in cui anche un libro può seguire il movimento della Storia da vicino, piegandosi al suo ritmo. Per scrivere Le notti di Parigi, Restif de la Bretonne cammina per la capitale e descrive semplicemente ciò che vede. Ne è stato davvero testimone? I commentatori ne discutono. Restif era noto per essere un visionario, che arricchiva spesso con l’immaginazione il mondo che invece presentava come reale. […] Gli ultimi due volumi delle Notti di Parigi vengono scritti sotto la Rivoluzione. Restif non solo scrive il suo racconto di notte, ma lo rivede e lo stampa al mattino, con un torchio, nel sottosuolo. E poiché in un periodo così problematico non riesce a procurarsi la carta, raccoglie nelle strade, durante le sue passeggiate, dei manifesti e dei volantini, che fa bollire per ottenere così una pasta, seppur di pessima qualità. La carta degli ultimi due volumi, quindi, non è per niente simile a quella dei primi. Altra caratteristica del suo lavoro è la stampa in forma abbreviata, perché non ha tempo. Mette “Riv.”, ad esempio, per dire “Rivoluzione”. È stupefacente. Il libro stesso testimonia la fretta di un uomo che vuole ad ogni costo coprire l’evento, andare tanto veloce quanto la Storia.[…]La sfida di Restif, di un libro-reportage, un “libro in diretta”, mi sembra unica.

Written by francesca depalma

luglio 3, 2011 a 9:15 am

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